TECHNOIR | NeMui EPs

“NeMui” è l’acronimo di New Ecosystem Musically Improved, un lavoro in tre EP del gruppo future soul Technoir, che presto confluirà in un unico album. Quique li ha ascoltati e recensiti per voi. Preparatevi dunque a un viaggio nella black music nostrana.

Technoir

I Technoir non sono certo nuovi a Quique Vadis, che li segue fin dagli inizi. Il duo composto da Jennifer e Alexandros (Sound Activist, AUDIOgraffiti) si forma a Genova nel 2012 “con l’intento di ritagliarsi uno spazio nell’indefinito panorama black” (mi autocito, sapevo che questo momento sarebbe arrivato).

Inizialmente legati a sonorità nu soul, ben presenti nel loro primo Ep Soundstrokes (2015), i Technoir si focalizzano sulla parte elettronica, creando un sound più moderno, che li ricollega al genere future soul.

Messa da parte una iniziale discrezione compositiva, il duo scioglie i corpi e la mente, osando maggiormente e mettendo sul piatto tutto quello che ha da offrire: testi curati, leggeri ma al contempo riflessivi; strumentali elaborate, ma che non mancano mai di orecchiabilità; competenze tecniche e consapevolezza nell’utilizzo della voce, della chitarra e del computer (che, nella scena musicale odierna, in cui tutto è elettronica e chiunque può mettersi a produrre senza avere un’idea chiara di ciò che sta facendo, non è da poco).

Un duro lavoro che li ha portati ad avere una crescita costante, sia in termini personali (il trasferimento a Milano e la firma per Cane Nero Dischi), che professionali (esibizione a Parigi per la Battle of the Bands di Afropunk, tre Ep, anteprime su DLSO e Rumore).

La loro ultima fatica si chiama NeMui (New Ecosystem Musically Improved), una serie di tre Ep usciti per la Cane Nero Dischi durante tutto il 2016, che confluiranno presto in un unico Lp.

Come affermato sul loro sito, l’idea di NeMui nasce dalla volontà di creare un “nuovo ecosistema musicale“, che prende ispirazione da generi preesistenti, quali il jazz, il funk, il nu soul, il rock e l’hip hop, e si fonde con “suoni organici ed elettronici”, dandogli energia e spessore rinnovati.

NeMui

Vol. 1

https://soundcloud.com/technoirofficial/sets/nemui-vol-1

Il primo EP parte con un kick deciso, una chitarra arrogante e il clap, che lasciano spazio al cantato determinato di “Survive”, scandito nel ritornello.

Nessuna rabbia o arrendevolezza, bensì consapevolezza nell’affrontare la quotidianità boriosa nella quale viviamo, fatta di “opinioni non richieste, moralismi e maschere”: uno “sfogo alla tracotanza sui social“, come dichiarato dal gruppo in un’intervista rilasciata ad Airdecoeur.

Il secondo pezzo “Techtube” è il cavallo di battaglia di questo primo Ep, eseguito live sia per BalconyTv Milan che per Sofar Brescia. Una chitarra travestita da basso si alterna a beat concitati, interrotti dal wooble intermedio, che rallenta il pezzo – ora seducente e ipnotico – per riprendersi sul finale con l’assolo.

I toni si fanno più cupi con “Sides”, il primo singolo ufficiale di NeMui vol.1. Un fraseggio alla “To Zion” di Lauryn Hill e suoni campionati di uno strumento a corda aprono un pezzo malinconico in cui un’entità marina assiste inerme allo scorrere delle imbarcazioni, ignorando le ragioni che hanno spinto i naviganti a spostarsi.

Come dichiarato nell’intervista ad Airdecoeur, il testo di “Sides” nasce da “un’emergenza espressiva concreta”, legata alle morti in mare dello scorso anno: «Abbiamo sentito il bisogno di veicolare questo dolore, cercando di dare valore a delle vite che esistono lontane e vicine, al di là della percezione mediatica distorta».

Vol. 2

https://soundcloud.com/technoirofficial/sets/nemui-vol-2

Il vol. 2 parte con “Cosmixture”, un brano palesemente pensato come intermezzo, ossia un ponte di raccordo con il precedente Ep. Tastiere, basso e batteria jazzosa tessono la trama del pezzo, che si mescola all’arrangiamento elettronico, caratterizzato da accelerazioni alla Flying Lotus nella parte iniziale, per poi decelerare con le stratificazioni vocali di Jennifer.

“Tiny Dots” si apre con un synth che ricorda l’inizio di quel capolavoro che è “Carne” di Iosonouncane. Campionamento di strumento a corda come in “Sides” (wink-wink), attacco rock e il pezzo entra nel vivo, con l’introduzione raffinata dei fiati e un ritornello che ricorda i pezzi più riusciti di Bonobo.

Chiude l’Ep “Bubbles”, pezzo R&B con tanto di wobble e cantato a due voci: it’s Alec on the mic.

Vol. 3

https://soundcloud.com/technoirofficial/sets/nemui-3-raw-mixes

Per il vol. 3, il ponte di raccordo è la voce di Alec (questa volta protagonista) in “Elements Collide”. A caratterizzare il pezzo sono un synth anni ’80 ripulito e il drop dubstep di seconda generazione, il tutto inserito col giusto dosaggio, evitando cafonate.

Il synth ripulito è presente anche nel secondo pezzo, “In the Middle of Nowhere”. Un brano senza ritornello, ma dalla struttura interessante, con un bridge incalzante alla Hiatus Kaiyote e una breve incursione rap del frontman degli AUDIOgraffiti, Albert Sardei.

Il terzo e ultimo pezzo è “Penrose Stair”: sax, chitarra, synth e quella melodia del ritornello che ricorda “Rimshot” di Erykah Badu, così sottile e impercettibile da suonare come un omaggio.

Giudizio complessivo

Il giudizio finale sui primi tre pargoli di NeMui è senza dubbio positivo. L’idea di distribuirli sul mercato a piccole dosi è vincente: sia ai fini dell’ascolto dei singoli pezzi (gli ascoltatori hanno il tempo di scoprirli e metabolizzarli), che degli stessi Ep (che funzionano sia singolarmente che accorpati).

Lo stile dei Technoir è sicuramente maturato negli ultimi due anni. Nella loro musica, riesci sempre a trovare dei riferimenti e delle influenze, ma si tratta di frazioni, suoni, atmosfere; rimandi interiorizzati e rimodellati dal duo, che si muove con sempre più dimestichezza tra il soul, il nu jazz, il rock, l’R&B e l’elettronica, creando un suono che presto non sarà più nemmeno future soul, ma solo Technoir.

Voto finale: 8,5/10

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